Specialista in Cure Palliative

La medicina di certo, con il passare degli anni, grazie alla rivoluzione tecnologica del secolo precedente, ha iniziato a modernizzarsi tralasciando di conseguenza quei valori del passato legati all’umanità. La medicina curativa è orientata alla malattia ed ha come obbiettivo il “guarire” il malato.

Nascono a fine anni ’60 in Inghilterra e solo dieci anni più tardi affondano le radici in Italia integrandosi con la rete della terapia del dolore, le cure palliative destinate invece, a migliorare la qualità di vita del paziente senza operare sul controllo del decorso della malattia non accelerando o ritardando la morte dello stesso.

Orientate alla persona, hanno l’obiettivo di controllare ogni sintomo secondario all’avanzare della malattia ed in particolare provvedono al sollievo del dolore e dei disturbi connessi ad esso non solo del paziente ma anche di chi gli sta vicino: familiari ed amici, sostenuti durante la malattia e nella fase di elaborazione del lutto prendendosene cura dal punto di vista psicologico.

anziani sulla carrozzina al mare

Esperto in Cure Palliative

Il trattamento psicologico interviene quando si inizia a parlare di “medical futility” ovvero l’incapacità da parte della medicina clinica di essere utile per ottenere un determinato risultato, il “guarire”, nei confronti di un paziente specifico.

Il Medico, sebbene in possesso della capacità professionale, non dispone di quel pieno potere di cura. Infatti, come dal codice di Deontologia Medica (2006), il medico generale tenendo conto delle volontà espresse dal paziente, deve astenersi dall’ostinazione in trattamenti diagnostici da cui non si possa ottenere beneficio per la salute del malato e d’altra parte, non ha permesso di effettuare né favorire trattamenti volti a provocarne la morte.

strada sul mare

Cure Palliative:
Malati Oncologici e non

Le cure palliative, più comunemente praticate per pazienti oncologici, validata la somiglianza dei bisogni psicologici, sociali e spirituali e la sovrapposizione di sintomi fisici fra malati di cancro e altri pazienti “terminali”, possono essere applicabili anche per patologie non oncologiche ma cronico-degenerative.

Possono essere inoltre, suddivise in “Cure Simultanee” e “Cure di fine vita” per le quali però non esiste un limite ben definito essendo infatti un continuum di cura finalizzato al controllo della sofferenza generale del paziente e del suo nucleo familiare. Nella fase di fine vita, il paziente orienta il suo bisogno al miglioramento della qualità di morte.

Dottor Fabrizio Pace

psicologo cure palliative fabrizio pace
Dottor Fabrizio Pace, psicologo specialista in cure palliative

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Grazie alla formazione appresa durante il percorso di studi e all’esperienza maturata sul campo, il Dottor Fabrizio Pace, esperto in cure palliative, potrà supportarla nella gestione del paziente con diagnosi infausta e nell’elaborazione del lutto .

Lo Psicologo Palliativista

Lo Psicologo palliativista ha il dovere di rendere trasparenti fin da subito gli obiettivi del piano del trattamento psicologico che metterà in atto e, grazie alla formazione ricevuta, permetterà al paziente di prendere coscienza di ciò che sta vivendo e delle modalità in cui lo affronta; quindi di rendersi consapevole.

cure palliative con animali

Le cure Palliative: un diritto di tutti

Le cure palliative, più comunemente praticate per pazienti oncologici, validata la somiglianza dei bisogni psicologici, sociali e spirituali e la sovrapposizione di sintomi fisici fra malati di cancro e altri pazienti “terminali”, possono essere applicabili anche per patologie non oncologiche ma cronico-degenerative.

Possono essere inoltre, suddivise in “Cure Simultanee” e “Cure di fine vita” per le quali però non esiste un limite ben definito essendo infatti un continuum di cura finalizzato al controllo della sofferenza generale del paziente e del suo nucleo familiare. Nella fase di fine vita, il paziente orienta il suo bisogno al miglioramento della qualità di morte.

Quando servono le Cure Palliative

Le cure palliative, sono applicabili fin dall’inizio della diagnosi di malattia avanzata o prognosi infausta in associazione alle terapie, il cui obiettivo è il prolungamento della vita. Il setting di cura può essere molteplice: dall’ospedale all’hospice o l’ambiente domiciliare o altra struttura.

coppia anziana carrozzina

Quando si parla di consapevolezza della malattia da parte del paziente, si preannuncia un percorso complesso costituito da fasi alterne, talvolta discontinue. A seguito di quanto premesso, è pur vero che possa esserci consapevolezza pur non essendoci stata comunicazione al paziente, ma non è certo la stessa cosa.
Spesso la consapevolezza è travisata e considerata come un ostacolo improvviso posto sulla linea della propria esistenza. Dal punto di vista psicologico non è altro che un’integrazione delle informazioni ricevute dentro di sé. Questo potrebbe compromettere diverse componenti, quali emotiva/motivazionale e sociale oltre quella cognitiva.

 

Il trattamento psicologico è tutt’altro che semplice: lo Psicologo palliativista ha il compito di tenere in considerazione anche gli aspetti della personalità del paziente e, di conseguenza, i meccanismi di difesa da lui utilizzati per sopperire alla comunicazione ricevuta in quanto si può generare o amplificare uno stato d’ansia ed angoscia magari fino a quel momento latenti.